Queen Mother e il web “come ce l’ho in mente”
Sono una Queen.
Sono una Queen da oltre un anno. Ma l’ho capito solo tre mesi fa.
Sono una Queen e ho bisogno di esserlo, e forse l’ho capito solo oggi.
Beh, bisogna proprio ammetterlo, Christina Aguilera sembra una vecchiettina intenta a coprirsi le rughe con gli occhiali da sole anni ‘60, capelli raccolti e naso da uccellino. La magrezza non traspare, visto che ci viene regalato solo il volto di profilo, ma è tutta lì nel collo sottile
Sono una Queen.
Sono una Queen da oltre un anno. Ma l’ho capito solo tre mesi fa.
Sono una Queen e ho bisogno di esserlo, e forse l’ho capito solo oggi.
I tempi dei cv spediti a mano con francobollo sono belli che finiti da un pezzo, cercare e offrire lavoro sul web è una prassi ormai consolidata.
A volte bisogna tracciare una linea per vedere l’appassionato rincorrersi tra due punti.
Siete alle prese con un mazzo di carte coperto. Scegliete voi: Probabilità o imprevisti.
Non è solo una questione di risparmio economico: conoscere città e Paesi abitando luoghi e case di altri è una filosofia di viaggio. Chi l’ha fatta propria si ritrova su homelink o su altri siti di scambio casa.
Siamo online, abbiamo almeno due indirizzi di posta, un profilo Facebook, un account Twitter, un altro su Linkedin. Poi siamo sulla chat di Gmail, Google Reader, Google Buzz e magari abbiamo anche un blog.
La corporate social responsability è solo un’invenzione per organizzare master sull’argomento o può costituire una vera rivoluzione nel modo in cui le aziende si rapportano con l’ambiente, i dipendenti e i clienti? Internet può veramente incidere sulla realtà?
Solo il web sa essere così contraddittorio.
E forse questo post è già un off topic. Onlywebcandoit? Maybe…
Inizia tutto così.
Un giorno Loris Lessig va a Montecitorio per spiegare a politici, giornalisti e utenti della rete perchè è importante internet e come può cambiare il nostro modo di vedere le cose.