Csr, oranghi e call center, la rivoluzione della rete
La corporate social responsability è solo un’invenzione per organizzare master sull’argomento o può costituire una vera rivoluzione nel modo in cui le aziende si rapportano con l’ambiente, i dipendenti e i clienti? Internet può veramente incidere sulla realtà? Sul Sole 24 Ore di ieri Luca dello Iacovo riportava due storie che, partite dal web hanno spinto due multinazionali a rivedere il loro modo di agire nel “mondo reale”.
La prima è quella della Nestlè. La società svizzera, per ottenere l’olio di palma con cui produrre il suo snack Kit kat, provoca il disboscamento di una foresta indonesiana con conseguente impatto sulla locale popolazione di oranghi. Due settimane fa Greenpeace ha lanciato una petizione per convincere la società svizzera a rivedere la sua politica sulle materie prime, postando anche un efficacissimo video su Youtube (vedi il sito di Greenpeace). La qual cosa ha ovviamente fatto imbufalire la Nestlè e ha scatendato i social network nel diffondere ovunque video e petizione. Il risultato è presto raggiunto: Nestlè ha rescisso il contratto con il suo fornitore indonesiano di olio di palma e ora deve solo trovare un modo per farlo sapere al pubblico della rete.
L’altra storia è più tecnologica e viene da oltre Oceano: si tratta della mutlinazionale informatica Dell. Qualche mese fa Jeff Jarvis, blogger americano, ha scritto un post di critica sul servizio assistenza ai clienti della Dell e così facendo ha scoperchiato un vaso di Pandora, scatenando migliaia di utenti a raccontare le loro personali esperienze delle disavventure con la casa informatica. Anche qui la risposta non si è fatta attendere: la Dell ha prima aperto un blog per dialogare con i suoi clienti e poi ha addirittura dato vita a uno spazio online – Ideastorm – per raccogliere idee e suggerimenti al fine di sviluppare nuovi prodotti.
L’articolo si chiude citando una ricerca di Econsultancy: di fronte alle emergenze di reputazione, circa la metà delle aziende preferisce rispondere direttamente alle critiche sul web, circa un quarto cerca di accaparrarsi il giudizio favorevole di alcuni blogger che fungano da testimonial, solamente l’ultimo quarto cerca effettivamente di migliorare i servizi contestati.
C’è ancora tanta strada da fare. Only web can do it. E gli oranghi ringraziano.
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Tag:dell, nestlè, oranghi, Sole 24 Ore
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