Scambio casa e le lenzuola di nonna Nina

Scritto da Antonella

Le case degli altri - da un progetto fotografico di Francesco

Non è solo una questione di risparmio economico: conoscere città e Paesi abitando luoghi e case di altri è una filosofia di viaggio. Chi l’ha fatta propria si ritrova su homelink o su altri siti di scambio casa.
Lo scambio casa esiste da molti anni, almeno dai primi anni ‘80, quando la cultura delle rete non era ancora così diffusa: un libro, una sorta di elenco telefonico, sostituiva la praticità della rete. Ad oggi, il web e la diffusione di una cultura a costo zero ne hanno consentito il successo.
E’ talmente semplice che ad alcuni sembra sospetto: una registrazione, poche accurate foto della propria casa, una descrizione di come è fatta l’abitazione e di chi sono, e il gioco è fatto.

Le case degli altri - da un progetto fotografico di Francesco

Eppure ai più sembra non ci sia nulla di più personale della casa, nemmeno i propri pensieri o le proprie foto: mettere la propria casa a disposizione di sconosciuti sembra a molti un atto eroico, un gesto inconsulto o addirittura una folle macchinazione ordita ai danni delle nostre abitazioni. Ebbene la semplice affermazione che nessun ladro travalicherà le Alpi per svaligiare le lenzuola di lino della beneamata nonna può mettervi l’animo in pace.
Il terrore che qualcuno tocchi letto, libri, cd, pentolame e piatti da lista di nozze è a volte costretto a mascherarsi a causa di audaci conflitti di interessi personali, in una società in cui si condivide tutto il condivisibile, fosse anche le riflessioni più nascoste sulla propria personalità.

Le case degli altri - da un progetto fotografico di Francesco

E’ vero, l’accesso alle case altrui è lievemente voyeuristico, ma a pensarci bene, molto di meno che la lettura di un blog o dei pensieri sulla bacheca di un social network. In fondo, entrare nell’abitazione di un inglese o un messicano o un newyorchese dà al viaggio il ritmo lento della scoperta: poter sbirciare fra i libri letti, la disposizione dei mobili che qualifica insindacabilmente i movimenti di una giornata, la musica ascoltata, i cibi preferiti, consente di conoscere molto più sinceramente un luogo che non un monumento o una mostra.
Il tempo altrui penetra il viaggio stesso e ne scandisce l’alternanza fra pause e ritmi: poter vivere nel quartiere turco di Berlino, nelle campagne toscane in una villa liberty a pochi passi dalla Torre Effeil non è semplicemente entusiasmante, ma toglie al viaggio quel tono surreale dei tour organizzati. Certo le lenzuola vecchie e care della nonna corrono qualche rischio in più, ma nel frattempo il disagio e la preoccupazione possono posarsi lievi lievi sulle nostre vacanze dall’altra parte del globo. O no?

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4 Responses to “Scambio casa e le lenzuola di nonna Nina”

  1. Fraq Fraq scrive:

    Continuo a pensare che sia bellissimo. Personalmente ho fallito per mancanza di impegno e l’abitudine familiare a muoverci separatamente per le vacanze. Uno parte e l’altro resta, non va bene per lo scambio :-)

  2. Marina marina scrive:

    sì, ma poi, quando torni a casa e vedi le tracce del loro passaggio in bagno, in cucina, in camera da letto, che si prova? ma poi le vedi le tracce del passaggio, o lo scambio quando avviene bene è quasi invisibile?

  3. Antonella Antonella scrive:

    Le tracce ci sono, minime e inconsistenti, una volta tornati dalla propria vacanza tranquilli e riposati non pesano poi tanto.

  4. Sabrina Sabrina scrive:

    ho abbastanza fiducia nell’essere umano, tanta da aver ospitato in passato sconosciuti con couchsurfing e di affittare appartamenti dall’altra parte del globo inviando caparra dopo un fugace scambio di mail.
    ma quello che ancora non riesco a superare è il disagio di pensare a degli sconosciuti in casa mia mentre io non ci sono, non perchè ho paura che mi rubino o rovinino qualcosa, ma perchè la sento come un’invasione della mia privacy e sono molto gelosa del mio letto, lo confesso.

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